Nuova Cucina al via domani a TriesteSpetterà domani sera al ristorante triestino “Ai Fiori” inaugurare la nuova rassegna di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, giunta allo step conclusivo: si tratta di un lavoro di ricerca e sperimentazione del Consorzio enogastronomico fra 21 top restaurant del Fvg affiancati da 47 partner fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto, che nel 2020 (anniversario dei suoi vent’anni di attività) aveva lanciato il progetto La Nuova Cucina, coinvolgendo ristoranti emergenti della regione, i Nuovi Amici in cui il gruppo crede. Pensato per festeggiare in modo propositivo e visionario questo importante traguardo, il progetto – articolato in tre capitoli – è ora alla sua terza ed ultima fase, che culminerà in otto cene in programma in novembre e dicembre. Le serate si terranno nei locali associati a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori il martedì e il giovedì, appunto da domani all’1 dicembre. Protagonisti saranno tre chef (due del Consorzio e uno di un ristorante amico), che confrontandosi e lavorando insieme, proporranno ai partecipanti un’esperienza culinaria assolutamente inedita, con ricette pensate appositamente per l’occasione. Importante il menu, di cinque portate, che prenderà il via con uno speciale benvenuto della cucina creato a sei mani, a cui seguiranno un antipasto, un primo, un secondo e un dolce. Il tutto sarà arricchito da raffinate squisitezze dei partner del progetto: dalla selezione dei vini in abbinamento, ai distillati che accompagneranno i dessert creati non solo dagli chef dei ristoranti, ma anche da maestri pasticceri e cioccolatai del gruppo. Domani Ai Fiori di Trieste saranno protagonisti anche gli chef dei ristoranti Enoteca di Buttrio e Alla Luna. Giovedì 10 novembre, invece, appuntamento Da Nando, a Mortegliano, assieme agli chef dei ristoranti Lokanda Devetak e Da Alvise. La prenotazione alle cene è obbligatoria e va fatta direttamente ai ristoranti. Il costo è il medesimo per tutte, 80 euro.

Energie rinnovabili, contributi Fvg“Con questo bando diamo l’opportunità alle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia di ricevere un contributo per la creazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili, in linea con gli altri importanti provvedimenti che l’Amministrazione regionale sta assumendo sul tema della sostenibilità e della riduzione delle emissioni di CO2”. Lo ha detto a Trieste l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a commento dell’approvazione da parte della Giunta della delibera, presentata dallo stesso esponente dell’Esecutivo Fedriga, relativa al bando per l’accesso individuale alla tipologia d’intervento Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di energie rinnovabili intrapresi dalle aziende agricole del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 della Regione Fvg. Come ha spiegato l’assessore, le risorse finanziarie destinate alla misura ammontano complessivamente a 784.627,79 euro, mentre – per quel che riguarda le aliquote di sostegno – ne vengono individuate tre: giovani agricoltori o imprese biologiche (che riceveranno a titolo di de minimis il 50 per cento del costo ammissibile), agricoltori con Superfice agricola utilizzata (Sau) prevalente nelle zone montane (45 per cento del costo ammissibile) e tutti gli altri beneficiari (35 per cento del costo ammissibile). “L’iniziativa si fonda sul fatto che il Programma di sviluppo rurale – ha illustrato Zannier – prevede anche una specifica tipologia di intervento finalizzata a favorire investimenti per la creazione e lo sviluppo di energie rinnovabili”. “In questo ambito – ha concluso l’assessore – l’obiettivo è proprio quello della transizione verso un’economia sostenibile, sostenendo le attività di diversificazione agricola verso investimenti orientati alla produzione di energia destinata alla vendita”.

La vite nelle lezioni di Giovanni Bigot Al via oggi, 7 novembre, la terza edizione di Academy 4Grapes, il corso di alta formazione vitivinicola nato nel 2020 su iniziativa di Perleuve, società fondata dall’agronomo friulano Giovanni Bigot. L’iniziativa mira a formare professionisti specializzati nel monitoraggio del vigneto, insegnando loro un approccio scientifico e integrato alla viticoltura. Il corso è strutturato per trasmettere conoscenze e competenze teoriche e pratiche attraverso le quali incrementare il potenziale qualitativo della vigna, ridurre i costi di gestione e limitare l’impronta ambientale. La formazione si divide in tre livelli: il primo inizia col fornire le basi del monitoraggio per poi esplorare la tecnica utile a determinare le caratteristiche e la sanità delle uve; il secondo livello si sofferma sull’efficienza del metodo in termini di tempo e risorse: applicare solo ciò che serve quando serve, attingendo agli insegnamenti del lean management giapponese, per una gestione snella del settore produttivo; il terzo livello, infine, si concentra sul collegamento tra vigneto, uva e vino per valutarli dal punto di vista produttivo e qualitativo. A tal fine si assaggeranno e commenteranno insieme i vini ottenuti con l’Indice Bigot, metodo scientifico brevettato dallo stesso agronomo che prende in esame i nove fattori viticoli capaci di influenzare direttamente la qualità del vino. “Avere un metodo di lavoro ti fa risparmiare tempo – spiega Giovanni Bigot –. Annate come la 2022 ci chiedono di essere abili nel fare le scelte giuste ogni anno, soprattutto quando la “tradizione” non ti aiuta più perché il clima sta cambiando. In 25 anni di esperienza in vigneto ho compreso il valore del concetto giapponese di kaizen, vale a dire il miglioramento continuo in tutte le fasi produttive, che si traduce in un aumento di efficienza e nell’eliminazione degli sprechi. Con Academy 4Grapes desideriamo trasmettere tutto questo e lavoriamo affinché i corsisti sviluppino una consapevolezza tale da poter applicare in autonomia il metodo appreso”. Ad oggi gli Ampelonauti del vigneto sono 150, figure sempre più ricercate nel settore pubblico e privato. Tra i professionisti si trovano titolari e operatori di aziende vitivinicole, tecnici viticoli, agronomi ed enologi, consulenti attivi nelle diverse Regioni, funzionari delle ditte produttrici di prodotti fitosanitari e studenti universitari. Sono a disposizione dei corsisti un portale dedicato, oltre a tecnologie e strumenti innovativi per l’e-learning. Info sul sito www.academy.4grapes.it

Fondo di rotazione in agricoltura La Giunta regionale ha approvato emendamenti all’assestamento autunnale per un totale di 10 milioni di euro, da destinare interamente al “Fondo di rotazione in agricoltura” (legge regionale n.80 del 20 novembre 1982). Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della seduta odierna del Consiglio regionale a Trieste. “I contributi stanziati – ha riferito Zannier – potranno essere utilizzati in tempi rapidi su una serie di graduatorie già presenti nella nostra direzione e consentiranno di sostenere quegli investimenti che derivano dalla legge del 2020, relativa alle aziende gestite dai giovani agricoltori. Una misura che dà dunque continuità a un percorso iniziato due anni fa”. L’assessore ha infine anticipato che “altri fondi saranno previsti dalla prossima legge di Stabilità a copertura di ulteriori attività, tra cui gli interventi di sistemazione delle aree post-Vaia”.

Un nuovo spumante Trento DocDalla Valle dei Laghi nasce Vent Riserva 2015, il nuovo Trento Doc Extra Brut di Cantina Toblino. Lo spumante rappresenta la vera punta di diamante della linea Vènt: selezione enoica dedicata al territorio e alle caratteristiche del suo microclima – come la brezza che soffia sui vigneti della zona – promotrice di una viticoltura responsabile, attenta all’ambiente e alle biodiversità locali, che parte dalla passione dell’uomo in vigna e in cantina. Questo progetto enologico trova le sue radici nel 2014, anno in cui sono state fatte le prime prove di vinificazione, e prosegue poi nel 2015 con la realizzazione delle prime bottiglie di uno spumante che trascorre oltre 60 mesi sui lieviti. Una maturazione così importante permette un invecchiamento di più di 3 anni in cantina per apprezzare l’evoluzione di aromi e struttura del Trento Doc firmato dalla cooperativa trentina, vera custode della tradizione vitivinicola della Valle dei Laghi. Da sole uve Chardonnay selezionate con cura e raccolte a mano nella prima decade di settembre, la Riserva di Toblino è figlia di una vendemmia att