Giornata contro lo spreco alimentare – “One health, one earth. Stop food waste” è il tema della 9a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario sabato 5 febbraio. Gli eventi ufficiali sono annunciati invece per venerdì 4, dalle 10.30, a Roma nello Spazio Europa, sede di Rappresentanza Permanente della Commissione Europea (via IV Novembre 149) e sono promossi per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio della Commissione Europea, dei Ministeri della Transizione Ecologica e degli Affari Esteri, di Rai per il sociale. Nello Spazio Europa, si parlerà di prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave a presidio della salute dell’uomo e dell’ambiente: interverranno il fondatore della giornata, l’accademico e agroeconomista Andrea Segrè, il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Antonio Parenti, il vicedirettore Fao Maurizio Martina, il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Marina Sereni, il sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica Vannia Gava. II Report dell’Osservatorio Waste Watcher International sarà illustrato dal direttore scientifico Ipsos Enzo Risso con i coordinatori del “Caso Italia” Luca Falasconi e “Cross Country Report” Matteo Vittuari, entrambi docenti all’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari. Si parlerà anche delle Buone pratiche che nascono dall’analisi delle abitudini alimentari degli italiani: interverranno fra gli altri gli Ambasciatori di Buone Pratiche 2022 della campagna Spreco Zero, la divulgatrice scientifica Eliana Liotta e lo scrittore e giornalista Massimo Cirri, oltre allo chef stellato Moreno Cedroni. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa del fondatore, il triestino Andrea Segrè, coordinatore del Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo.
Streaming live del Forum al link: https://www.youtube.com/watch?v=kXt6U0nUSpo
Info www.sprecozero.it Richieste dati/interviste: ufficiostampa@volpesain.com

Sostegno ai giovani agricoltori – “Con questo provvedimento andiamo a favorire il ricambio generazionale in un campo strategico come quello agricolo, sostenendo giovani che per competenza e formazione siano in grado di guidare i processi di crescita e di sviluppo delle loro aziende garantendo la qualità dei prodotti”. Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, a margine dell’approvazione da parte della Giunta della delibera, proposta dallo stesso Zannier, relativa al Bando per l’avviamento di imprese per giovani agricoltori. Come ha spiegato l’assessore, l’obiettivo della misura è quello di supportare con un contributo (premio) i nuovi agricoltori, compresi in una fascia d’età che va dai 18 anni (compiuti) ai 41 anni (non compiuti), per la fase di avvio dell’impresa. Tra i requisiti richiesti una comprovata competenza e conoscenza professionale in ambito agricolo o, in alternativa, il diploma (perito agrario o agrotecnico) o la laurea in campo agrario, forestale, naturalistico, ambientale o veterinario; oppure un corso di formazione su materie come le pratiche agricole rispettose dall’ambiente (corretto uso dei fertilizzanti) e l’applicazione delle norme in agricoltura. Il beneficiario dovrà essere titolare di un’impresa agricola individuale e presentare, tra le altre documentazioni, il piano finanziario e il cronoprogramma di realizzazione delle operazioni programmate. In merito al calcolo del premio, vengono considerati i seguenti criteri tra loro cumulabili: localizzazione della superfice agricola utilizzata prevalente dell’azienda agricola (40mila euro per parchi e riserve naturali, 30mila per aree rurali C, 20mila per le altre aree); per aziende che soddisfano determinate condizioni (prevalenza di prodotti biologici, Doc, Docg, Dop, Igp Igt o Aqua) 30mila euro. La presentazione della domanda va eseguita dopo la pubblicazione del Bando sul Bollettino ufficiale della Regione Fvg ed entro il 30 giugno 2022. I premi saranno concessi attraverso un procedimento valutativo a graduatoria. Il punteggio massimale è di 100 punti, mentre le domande che non supereranno il limite di 34 punti non verranno ammesse al finanziamento. Per il Bando sono previsti a bilancio 3.400.000 euro, con la possibilità per l’Amministrazione di destinare in corso d’opera ulteriori risorse aggiuntive.

Lupo ibrido, nel Tarvisiano catture bloccate per la neve – “L’ibridazione tra il lupo e il cane è un fenomeno che si è ripetuto più volte nel processo di addomesticazione del cane ed è da imputarsi alla rimozione, accidentale o volontaria, delle barriere ecologiche tra popolazioni solitamente distinte e separate. In situazioni nelle quali la popolazione di lupo sia frammentata o in fase di ricolonizzazione, l’ibridazione può portare alla compromissione dell’identità genetica del lupo: infatti, la prole ibrida è feconda ed è in grado di reincrociarsi con gli individui selvatici, avviando potenzialmente un processo complesso da arginare”. Lo ha rilevato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, rispondendo nel merito a una interrogazione alla IV Commissione del Consiglio regionale. “La Raccomandazione n. 173/2014 della Convenzione di Berna – ha proseguito – e varie indicazioni comunitarie e numerosi documenti tecnico-scientifici, raccomandano la rimozione degli ibridi o la loro neutralizzazione riproduttiva. Sebbene il fenomeno dei cani vaganti e del randagismo non sembri essere così diffuso sul territorio regionale, lo scorso anno è comparso nel Tarvisiano un soggetto maschio con colorazione anomala scura, presumibilmente di provenienza slovena, che ha richiesto ulteriori approfondimenti. Il maschio ha formato una coppia con una femmina “wild type” (fenotipicamente normale) e nel corso della primavera si è riprodotto, generando sei cuccioli”. “Peraltro, la mera presenza del mantello scuro o di altre anomalie fenotipiche – ha detto ancora l’assessore – anche se costituisce un elemento importante non è considerata sufficiente dall’Ispra, l’Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale, per attestare lo status di ibrido dell’esemplare considerato”. Come in altre specie esistono infatti individui melanici, o albini, puri. Inoltre il grado di ibridismo dipende dalla generazione: successivi reincroci dell’ibrido con soggetti puri attenuano il fenomeno mentre, per contro, reincroci con cani o altri ibridi lo aggravano. L’attestazione dell’ibridismo può quindi essere determinata solo mediante analisi genetiche dei campioni e successive elaborazione dei dati (test statistico di assegnazione) in relazione alle frequenze alleliche della popolazione di riferimento. Ulteriori complicazioni rispetto alla situazione in atto derivano dal fatto che attualmente sul territorio regionale gravitano sia individui provenienti dalla popolazione dinarica sia da quella appenninica, caratterizzate da frequenze alleliche diverse. “Una premessa necessaria – ha precisato Zannier – per evidenziare che le eventuali azioni gestionali debbono per forza di cose essere subordinate alla verifica dello status genetico degli animali, che è possibile soltanto con l’analisi di campioni prelevati con tecniche invasive, per espletare le quali è necessaria la cattura degli esemplari”. A tale proposito, ha detto l’assessore, la Regione ha acquisito una specifica autorizzazione dal Ministero della transizione ecologica, su parere dell’Ispra, per la cattura e l’eventuale neutralizzazione riproduttiva degli individui catturati, previa analisi genetica”. Tale attività è gestita in collaborazione con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Tarvisio. L’Amministrazione regionale, nell’ambito dell’accordo con l’Arma, si è fatta carico dell’acquisto dell’attrezzatura necessaria per la cattura e il successivo monitoraggio degli individui, mentre la parte operativa spetta ai Carabinieri, competenti per la gestione della Foresta. “L’attività di cattura – ha concluso Zannier – a seguito della nasc