(g.l.) “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”: questo il tema di un importante convegno che si terrà oggi a Tolmezzo nella giornata conclusiva del tradizionale appuntamento autunnale con Il Filo dei Sapori, una delle manifestazioni simbolo della Carnia e della sua cultura agroalimentare. Infatti, oltre alla varietà di stand con prelibatezze del territorio, nell’ambito degli incontri formativi verrà dato spazio anche al tema vitivinicolo con due appuntamenti dedicati alla viticoltura di montagna, definita anche (e non a caso) “eroica”. Una scommessa, quella della viticoltura in alta quota, seguita con grande entusiasmo dai promotori della kermesse, che hanno deciso di raccontarne la storia per la stessa voce di chi da anni è attivamente impegnato nella sperimentazione.
Questo pomeriggio, pertanto, alle 14.30, si parlerà appunto di varietà autoctone e varietà resistenti nella sperimentazione con il professor Paolo Sivilotti, docente del corso di laurea triennale in viticoltura ed enologia all’Università di Udine. Quindi, alle 17, seguirà l’incontro “Nel clima che cambia la viticoltura sale in montagna? Da rischio ad opportunità: le esperienze Plodar Percbain, Solaris e Insra”. Dialogheranno Marco Bravi, p.a. alla Sapienza di Roma, e Cristina Micheloni, presidente Aiab Fvg. Moderatore il vicepresidente della Comunità di montagna della Carnia, Claudio Coradazzi.
“La viticoltura in montagna – afferma al riguardo Coradazzi – è un esempio della tenacia e innovazione che permetteranno tra poco più di un anno di avere il nostro vino e una nuova possibilità di sviluppo dei nreostri territori. È il caso di essere presenti a quest’importante manifestazione supportata con grande forza dalla nostra Comunità di Montagna, dalla Regione, dal Comune di Tolmezzo e da tutti gli enti e Associazioni del territorio che ogni giorno lavorano per la bellezza e la vitalità della Carnia”.
L’obiettivo del Filo dei Sapori è da sempre quello di dare luce al fondamentale ruolo degli agricoltori ed enfatizzarne il grande impatto per lo sviluppo eco-sostenibile e sociale del territorio, partendo proprio dal frutto del loro lavoro e dal racconto delle esperienze di vita.

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In copertina e qui sopra due immagini del progetto Solaris condotto a Forni di Sotto.

 

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