di Claudio Fabbro

Città del Vino, Gradisca d’Isonzo in Provincia di Gorizia, ricca di storia, di cultura ed arte. Doveva essere molto importante anche nei secoli passati se riuscì a scomodare persino Leonardo da Vinci, cui venne affidata la progettazione d’opere finalizzate a difenderla dagli attacchi dei Turchi e che tuttora fanno da cornice, con castello e cinte murarie. È sede di una storica Enoteca Regionale (“La Serenissima”, di cui si attende ansiosamente la riapertura) e di un benemerito Istituto Tecnico Agrario, il “Brignoli”, che – presieduto da un professore appassionato e carismatico al contempo, Marco Fragiacomo, nel 2018 insignito del Premio Foglia d’Oro a Dolegna del Collio – sta formando da anni tecnici preparatissimi sia in settore vitivinicolo (vini fermi, ma anche spumanti) che in altre specializzazioni. Fra questi troviamo anche giovani attratti da realtà agricole di nicchia fra cui, in particolare, l’ortofloricoltura. Presso l’Istituto ha sede, infatti, l’Associazione Produttori “Rosa dell’Isonzo”, le cui aziende si trovano a cavallo dello storico fiume Isonzo, in diverse Città del Vino: fra queste anche le new entry Moraro e Mariano del Friuli.

Fragiacomo con Fabbro a Dolegna.


Era partito subito con il piede giusto il Progetto di valorizzazione della “Rosa dell’Isonzo”, che fu anche protagonista prima dello scoppio della pandemia di tre giornate dedicate all’orticoltura, alla storia ed ovviamente alla degustazione, anche in abbinamento con diversi vini Doc Friuli Isonzo. Il progetto per la selezione di un nuovo radicchio ha quale capofila, appunto, l’Istituto Tecnico Agrario “Brignoli” e 25 produttori situati fra Gorizia e Fiumicello.
È stato registrato il marchio “Rosa dell’Isonzo”, si sono create le cassette ed i sacchetti per il confezionamento, si è costituito un Consorzio (www.rosadellisonzo.it), redatto un disciplinare e soprattutto sviluppato, in collaborazione con l’Ersa, un lavoro di selezione genetica degli ecotipi per giungere a definire una o due varietà standard, caratterizzate da caratteristiche estetiche e organolettiche ben definite. Il progetto ha una valenza sia didattica, volta a formare gli studenti nell’ambito della filiera orticola specializzata che imprenditoriale, in quanto si stanno aggregando e coordinando i produttori, creando massa critica di uno specifico prodotto.
In questo contesto, nel 2019 si era tenuta a Gradisca d’Isonzo una festa dedicata proprio alla Rosa dell’Isonzo nel parco della città. Tra chef che sperimentavano curiosità culinarie e una mostra dei produttori, il coordinatore dell’evento, perito agrario Giovanni Cattaruzzi, assieme agli organizzatori gradiscani Lucio Vittor e Paolo Mucchiut, aveva voluto inserire alcuni interventi tecnici volti a presentare compiutamente lo stato dell’arte del progetto.
Nell’occasione, era stato presentato il libro “La Rosa dell’Isonzo – Colori e sapori di una squisita storia del Friuli Venezia Giulia”. Quindi, in una successiva ed affollata tavola rotonda, che ho avuto il piacere di coordinare, erano intervenuti, con relazioni di apprezzato spessore, oltre al preside Marco Fragiacomo, l’assessore del Comune di Gradisca, David Cernic, i periti agrari Paolo Cappelli (Coldiretti – Campagna Amica ) e Giovanni Cattaruzzi (coordinatore del Progetto). Le conclusioni erano state affidate al presidente del Consorzio, Franco Baiutti, orticoltore e frutticoltore in Fiumicello, il quale aveva voluto rimarcare come ”l’intelligenza , disponibilità e lungimiranza imprenditoriali e l’eccellente rapporto fra Istituzioni (“Brignoli” in primis) ed organizzazioni professionali (Coldiretti, Campagna amica) siano riuscito, nel breve periodo, a superare divisioni e presunte classificazioni territoriali attivando un sistema da portare ad esempio”.
A seguire le degustazioni guidate di interpretazioni gastronomiche diversificate dal noto chef Giorgio Dal Forno (Antica Trattoria “Alle Viole” di Gradisca), intervistato dalla brillante Lisa Rossi, ed incontri diretti da parte di centinaia d’enogastronomi con gli allora 23 produttori della Rosa in un territorio felice ed altamente vocato che unisce l’Isontino alla “Capitale della Pesca” Fiumicello, in un significativo e molto gradito esempio di “Km Zero“.
L’occasione era stata propizia – per chi scrive – per illustrare ai partecipanti il ruolo importante che l’Associazione nazionale Città del Vino riveste e che da una trentina d’anni ha dato (e dà) molto per valorizzare le produzioni vitivinicole del cosiddetto “Vigneto Friuli”. Amministrazioni ed organizzazioni professionali, produttori singoli ed associati, oggi in Friuli Venezia Giulia – con il coordinamento apprezzato e puntuale di Tiziano Venturini – si ritrovano in un progetto condiviso e molto utile per dare visibilità e consolidare l’immagine di realtà in crescita, in un positivo ricambio generazionale che unisce le colline (Collio e Colli orientali) all’Isonzo, alle Grave ed Riviera friulana.

Il convegno del 2019.

CAMPAGNA DI PRODUZIONE
2021/2022

Andamento stagionale

La campagna di produzione del radicchio invernale Rosa dell’Isonzo si è svolta in condizioni climatiche favorevoli. Le gelate (con temperature mai al di sotto di -2/-3 °C) hanno consentito di ottenere un’ottima materia prima già in campo, pronta per la forzatura. Il prodotto è risultato infatti caratterizzato da un’accesa colorazione rosso rubino brillante e bianco avorio, organoletticamente caratteristico ed una qualità complessiva superiore alla media. L’annata si è pr