di Giuseppe Longo

Sulle tavole di Natale quest’anno ci sarà anche il “vino vegano”. Proviene dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito che ne ha imbottigliato oltre 5 mila ettolitri, presentandolo al mercato che ha subito dimostrato notevole interesse. Ma cos’è esattamente il “vino vegano”? Ce lo spiega il direttore della cooperativa vitivinicola, la seconda del Friuli Venezia Giulia, che, come è noto, per prima ha lanciato questa originale tipologia di prodotto, dandone il via con un innovativo progetto nell’ultima vendemmia. Prodotto che è stato presentato proprio in questi giorni, quando la Cantina ha ricevuto ufficialmente anche la importante certificazione del Ceviq (qui nella foto).


«Il vegano, a differenza del vegetariano – ci spiega l’enologo Rodolfo Rizzi -, oltre a non poter assimilare alimenti di origine animale si priva, per scelta, anche di tutti i suoi derivati. Quindi, partendo dal vigneto, dobbiamo assolutamente evitare concimazioni a base di letame e pollina per sostituirle con sovesci di leguminose e composti vegetali a base di humus da compiere durante l’anno a seconda delle esigenze. Per quanto riguarda il processo di trasformazione in cantina, per la produzione del vino vegano si devono eliminare tutti i derivati animali che fondamentalmente servono per la stabilizzazione e chiarificazione del vino come: gelatine, albumine, caseinati, colla di pesce e altri, per sostituirli con estratti di origine vegetale quali il pisello e la patata. Utilizzando questi estratti vegetali, eliminiamo le tante problematiche che oggi sono causate dai prodotti allergenici e che, tra le altre cose, per alcuni Stati esteri devono essere riportate in etichetta. Inoltre, grazie alle lunghe soste del vino sui lieviti di fermentazione, si riesce a conferire ulteriore stabilità e completezza aromatica al prodotto. Infine, per ottenere la certificazione a vegano, non possiamo utilizzare le colle, a base di caseina, per etichettare le bottiglie e quindi queste vanno sostituite con etichette adesive. Inoltre, tutte le fasi vegetative della vite sono seguite in campagna da uno staff di agronomi garantendo, in questo modo, un’elevata qualità dell’uva prodotta al fine di ottenere un vino che rispecchi la tradizione di questa terra che da millenni viene bagnata dalle tranquille acque del Tagliamento».

Ecco, dunque, spiegata la “filosofia” di questo “rivoluzionario” prodotto che ha debuttato proprio a Ramuscello, la cui Cantina Produttori è una cooperativa nata nel 1959 e che oggi riunisce 150 soci, i quali coltivano quasi 800 ettari di vigneti specializzati ubicati, principalmente, nella Provincia di Pordenone. La presentazione del “vino vegano” è avvenuta dinanzi a numerosi ospiti invitati dal presidente Gianluca Trevisan che ha fatto gli onori di casa assieme alla vice Laura Bertolin e allo stesso direttore Rizzi. Erano presenti, tra gli altri, per il Comune di Sesto al Reghena l’assessore al Turismo Marco Lucchin e per il vicino Comune di San Vito al Tagliamento il sindaco Alberto Bernava. Per l’assessorato regionale dell’Agricoltura c’era invece il dottor Romeo Cuzzit, mentre il Ceviq era rappresentato dal presidente Germano Zorzettig, dal direttore Michele Bertolami e dalla dottoressa Federica Buchini. Infine, per le Città del Vino Fvg, c’era il responsabile regionale Tiziano Venturini.
La Cantina di Ramuscello – è stato sottolineato durante l’incontro – crede fermamente che la sostenibilità ambientale ed economica sia alla base della moderna vitivinicoltura e per questo, con la vendemmia 2020 ha introdotto, nel suo processo produttivo, la Certificazione Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (regolamentato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) che si prefigge di ridurre gli interventi fitosanitari in vigna al fine di salvaguardare sia la salute del consumatore, attraverso vini più salubri, sia l’ambiente circostante. Attualmente la Certificazione coinvolge oltre il 90% della superficie aziendale, ma l’obiettivo, nei prossimi anni, è di giungere alla totale copertura vitata controllata dalla cooperativa. Ricordiamo che la Certificazione Sqnpi viene rilasciata sui vini prodotti, dopo le dovute verifiche tecniche ed analitiche, dall’ente certificatore, il Ceviq appunto, per cui l’azienda produttrice si potrà avvalere anche dello stemma (un’ape gialla su sfondo bianco) da utilizzare sui vini commercializzati.


Con la campagna viticola 2020-2021, la Cantina di Ramuscello ha, dunque, intrapreso un ulteriore e qualificante percorso legato sia alla “sostenibilità ambientale” che alla tutela del prodotto finale. Infatti, con la vendemmia 2021, è iniziata, per i soci, la produzione su larga scala (oltre 5 mila ettolitri) proprio del “vino vegano” un prodotto che oggi, come detto, il mercato nazionale, legato ai grandi gruppi di imbottigliamento, inizia a richiedere e apprezzare. Per ottenere, anche in questo caso la Certificazione, con la menzione a “produttore di vino vegano”, si deve ottemperare ad un rigido protocollo che il Ceviq ha elaborato al fine di evitare qualsiasi contaminazione con prodotti di origine animale o suoi derivati. Al fine di ottenere la “certificazione vegana”, il vino deve essere analizzato da un laboratorio accreditato per stabilire l’assenza totale del Dna animale (bovino, suino e pesce).

I VINI CERTIFICATI
Doc Friuli Chardonnay 2021
Doc Friuli Grave Pinot grigio 2021 – Prosecco 2021
Doc Friuli Refosco dal peduncolo rosso 2021
Doc Friuli Merlot 2021
Igt Venezia Giulia Ribolla gialla 2021

La Cantina di Ramuscello
Presidente Gianluca Trevisan
Vicepresidente Laura Bertolin
Direttore generale Rodolfo Rizzi
Vendemmia 2021 oltre 100 mila quintali di uva prodotta
Fatturato in crescita verso i 10 milioni di euro
Futuri investimenti per il potenziamento del reparto produttivo di quasi 2,5 milioni

Certificazioni in corso
Processo ambientale
Residuo zero

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In copertina e all’interno due momenti della consegna della certificazione del Ceviq.

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E oggi gli auguri web
di Assoenologi Fvg

Lo scambio degli auguri per le imminenti festività e per un anno di maggiori certezze, ma anche una importante occasione per tracciare un bilancio del settore vitivinicolo e per formulare qualche riflessione sul breve-medio periodo, alla luce di un’emergenza sanitaria che purtroppo continua a perdurare, tanto che le previsioni a lunga scadenza risultano più difficili. Tutto questo, per Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, avverrà oggi, nuovamente attraverso la rete web. «Anche quest’anno – afferma, infatti, il presidente regionale Rodolfo Rizzi -, per i noti motivi legati al Covid-19, i tradizionali auguri di Natale, al posto di un accogliente ristorante, l’Assoenologi Fvg è costretta ad organizzarli online. L’appuntamento è stato fissato per martedì 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting». All’incontro presenzieranno, come l’anno scorso, anche il presidente nazionale Assoenologi, Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e i rappresentanti istituzionali del settore vitivinicolo regionale.

L’appuntamento è stato fissato per oggi 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting:

https://global.gotomeeting.com/join/471687021
Codice accesso: 471-687-021

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