di Giuseppe Longo

E ora in Assoenologi Fvg largo ai giovani. Ha infatti 36 anni e da otto è amministratore di una fra le più rinomate aziende del Ramandolo Docg, a Nimis. È il rivignanese Matteo Lovo, nuovo presidente della Sezione Friuli Venezia Giulia dei tecnici della vite e del vino che l’altro pomeriggio si sono riuniti alla Cabert di Bertiolo per la loro assemblea elettiva, primo grande adempimento dopo il riuscitissimo Congresso nazionale sul quale si sono appena spente le luci alla Fiera Verona, che si appresta a riaccenderle fra pochi giorni sul Vinitaly.

Il nuovo consiglio direttivo Fvg.

Matteo Lovo, diplomato enotecnico all’Istituto agrario di Cividale e laureato in tecnologie alimentari all’Università di Udine, nell’ultimo triennio era vicepresidente oltre che responsabile delle degustazioni ufficiali. Succede a Rodolfo Rizzi che ha guidato con lungimiranza Assoenologi Fvg negli ultimi quindici anni: la presidenza più longeva nella storia della sezione nostrana, fondata nel lontano 1974 in concomitanza con il primo Congresso nazionale organizzato in Friuli.
Giovanissima anche Chiara Peresani, che subentra nel ruolo di consigliere nazionale a Daniele Calzavara. Questo, comunque, l’organigramma del Comitato di Sezione 2022-2024: collaboreranno con Matteo Lovo i vicepresidenti Egon Vazzoler (che sarà anche segretario) e Robert Fiegl, la citata Chiara Peresani che ha lasciato il posto in Assoenologi Giovani ad Antonio Di Lenardo, e i consiglieri Roberto Marcolini, Luca Belluzzo, Enrico De Candido, Sergio Schinella, Andrea Braida, Michele Bonelli, Ivan Molaro e Gino Vendrame.

Rizzi con Cotarella a Verona.


Ampia e articolata la relazione che Rodolfo Rizzi ha presentato, prima delle operazioni di voto, a coronamento della sua lunga gestione, che si è conclusa proprio con il recente Congresso di Verona. «Oggi, l’Assoenologi del Friuli-Venezia Giulia – ha detto, tra l’altro – ha raggiunto un alto livello di credibilità, sia in regione che in sede nazionale. Questo è frutto del lavoro fatto, soprattutto in questi ultimi 15 anni, da un gruppo affiatato e competente. La nostra organizzazione di categoria, che in regione conta oltre 260 tra enologi e enotecnici, impegnati professionalmente nei diversi settori del comparto vitivinicolo, sta sempre più assumendo il ruolo che le spetta grazie a professionalità e competenza. I numerosi corsi di aggiornamento, che abbiamo organizzato in questi anni, ci hanno permesso di affrontare al meglio la crescita qualitativa della nostra enologia».
«Un ringraziamento particolare – ha aggiunto il leader uscente – lo voglio estendere al presidente nazionale Riccardo Cotarella, un amico che ha visto, nella mia gestione, coadiuvato dal consigliere nazionale Daniele Calzavara, una Sezione propositiva e aperta ai vari cambiamenti che stavano interessando la nostra professione. Questo ambìto riconoscimento ci ha permesso di organizzare, nel 2018, un memorabile Congresso a Trieste che resterà impresso nella storia di Assoenologi, sia per la fantastica organizzazione che per la straordinaria degustazione all’interno della Stazione Marittima (Jermann e Livio Felluga). Il successo che ci siamo meritati, in questi anni, è stato anche grazie alla rappresentatività territoriale in seno al Comitato di Assoenologi. Colleghi molto eterogenei, provenienti da diverse realtà produttive, ci hanno dato la possibilità di avere quella credibilità utile per un dialogo a tutto tondo con le diverse istituzioni. Un particolare ringraziamento – ha concluso Rizzi – lo voglio estendere a tutte le “aziende sponsor” di Assoenologi che cercano, nel nostro Comitato, quei punti di forza e di certezza al fine di concretizzare al meglio la loro collaborazione. Oggi, dunque, lascio con gioia una Sezione molto attiva, ad un gruppo di colleghi motivati, e sono convinto che sapranno fare molto meglio di quanto abbia fatto io grazie alle competenze che hanno appreso in questi anni. Buon lavoro al nuovo Comitato di Sezione e Viva Assoenologi».

Due immagini dei lavori.

Ma torniamo al nuovo presidente regionale. Nato a Udine il 9 novembre 1985, sposato, una bimba di diciotto mesi, ha ottenuto, come si diceva, il diploma di enotecnico a Cividale, seguito dalla laurea in tecnologie alimentari a Udine. Nonostante la giovane età, ha ben venti vendemmie alle spalle e le esperienze più significative sono state: «Tre anni a Ramandolo – racconta – come cantiniere presso Dario Coos srl, durante gli studi universitari, al fianco di Andrea Pittana, noto agronomo friulano; tre anni come cantiniere in Jermann, al fianco di Angelo Jermann nella cantina di Ruttars; all’azienda Pighin di Risano al fianco dell’allora direttore di produzione Paolo Valdesolo, dove per quattro anni sono stato responsabile dell’imbottigliamento. Attualmente, e da otto anni, sono amministratore ed enologo della citata Dario Coos srl di Ramandolo. Da sempre iscritto in Assoenologi, da dodici anni faccio parte del direttivo Fvg. Gli ultimi nove anni ho ricoperto la carica di responsabile delle degustazioni, e l’ultimo triennio anche quella di vicepresidente. Inoltre, sono anche rappresentante della zona Ramandolo in seno al direttivo del Consorzio dei Colli orientali del Friuli e Ramandolo».
Una squadra tutta nuova, molto giovane, competente e ben motivata, dunque, per una nuova stagione del Vigneto Fvg, chiamato a un rinnovato slancio per imporsi in un momento fra i più delicati, alla fine della lunga emergenza sanitaria e fra i timori che un conflitto, purtroppo, non lontano da qui possa non concludersi in tempi brevi. Speriamo bene, nel frattempo tanti auguri Assoenologi Fvg!

Infine brindisi con Rizzi e Calzavara.

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