«Il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato in questi anni una capacità di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare di qualità eccellente, tale da diventare patrimonio dell’intero Paese. La sfida principale è trasferire la ricerca al settore produttivo, guardando in particolare alle soluzioni nel settore vitivinicolo che rispondono meglio alla sostenibilità ambientale delle colture e alla resistenza ai cambiamenti climatici». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della tavola rotonda organizzata dall’Università di Udine in occasione della visita di Francesco Mattina, presidente del Community Plant Variaty Office (Cpvo), l’ufficio della Comunità europea per le varietà vegetali.

Ecco l’incontro con Zannier a Udine.

Zannier, come riferisce Arc, ha ricordato che «il Friuli Venezia Giulia con il 13 per cento di superficie vitata sull’intera superficie agricola supera di molto la media italiana, la quale si attesta sul 5 per cento. Numeri che danno conto dell’interesse con cui i produttori locali guardano alla ricerca in questo settore e ripongono fiducia nelle ulteriori innovazioni attese, ma che richiamano anche alla necessità di attivare eventuali inserimenti dei vini derivanti da queste nuove varietà nei disciplinari Igt, attività questa che potrà avvenire solo a fronte di una iniziativa dei produttori vinicoli nel rispetto delle normative statali».
Il presidente del Cpvo si è detto sorpreso della qualità dell’attività vitivinicola in regione, in particolare di quanto fatto dall’Ateneo friulano, dall’Istituto di genomica applicata e dai Vivai cooperativi Rauscedo per la creazione, lo sviluppo e la valorizzazione delle nuove varietà di vite resistenti alle malattie, considerandolo un caso esemplare di collaborazione tra ricerca pubblica e privata.
La delegazione comunitaria ha incontrato a palazzo Antonini Maseri il rettore Roberto Pinton e i professori Michele Morgante, Silvia Bolognini, Francesco Marangon e Claudio Cressati, nonché il direttore del centro ricerca di Rauscedo, Eugenio Sartori. L’Università di Udine ha costituito 25 nuove varietà vegetali protette con privative comunitarie, di cui 15 varietà di vite resistenti alle malattie, 8 varietà di kiwi (uno con brevetto nazionale) e 2 di girasole. Le privative vegetali rappresentano un fattore strategico della proprietà intellettuale generata dalla ricerca universitaria e proprio su queste si è concentrata la delegazione comunitaria preposta alla tutela di queste nuove varianti.

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In copertina,  Fleurtai  e qui sopra Cabernet Eidos: sono due dei vitigni resistenti prodotti dai Vivai Cooperativi Rauscedo.

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