«Insieme possiamo raggiungere risultati concreti. Più trasparenza e informazione per valorizzare il prodotto ittico italiano oltre a una necessaria reciprocità internazionale». Questa la richiesta del presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani (Api – Confagricoltura), Matteo Leonardi, al vertice organizzato dalla stessa Associazione nella sede di Confagricoltura, a Roma, con i principali rappresentanti dei comparti acquacoltura e pesca e delle istituzioni.
L’Italia vanta il primato per qualità e sicurezza anche nel comparto ittico, un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale, ma che non basta a far crescere il settore. Al contrario, altri Paesi, in Europa e nel mondo, stanno conquistando risultati importanti in termini di produzione e mercati. Sebbene l’Italia abbia un consumo di pesce più elevato rispetto ad altri Stati europei — circa 31 kg pro capite all’anno — soltanto il 14% arriva dalla produzione nazionale. Il resto è importato. Pesano, per spigole e orate, l’esiguo numero di concessioni demaniali marittime: solo 19 su oltre 8.000 km di costa; solo la Turchia, uno dei nostri principali competitor, ne ha 540. La Norvegia è arrivata a produrre 1,5 milioni di tonnellate di pesce in mare, mentre l’Italia è ferma a 15.000 tonnellate.

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Semine oggi a Premariacco

Come già annunciato, in vista delle semine primaverili di mais e soia, Confagricoltura Udine, in collaborazione con l’organizzazione regionale, Agrisoluzioni srl, Ersa e Regione Fvg, ha organizzato uno specifico incontro tecnico per oggi 26 marzo, a partire dalle ore 16, a Premariacco, alla Cooperativa di Consumo (via Fiore dei Liberi 32). Ai saluti istituzionali di Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura Fvg, faranno seguito gli interventi dei tecnici Ersa Maurizio Martinuzzi (Risultati delle prove mais 2025 in regione e strategie di diserbo per mais e soia) e Valentina Caron (Risultati delle prove soia 2025 in regione). La moderazione è affidata a Federico Ermacora di Confagricoltura Udine. La partecipazione all’incontro è gratuita e aperta a tutti, ma con prenotazione obbligatoria scrivendo a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it o telefonando allo 0432 507013 (anche whatsapp).

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Siamo primi produttori di caviale da storione in Europa, con 67 tonnellate, e secondi al mondo dopo la Cina, che ha avuto una crescita molto veloce in breve tempo, fino ad occupare il 54% del mercato mondiale. Ma non c’è reciprocità: noi importiamo il caviale dalla Cina, ma il nostro è respinto dal loro Paese. Anche con la troticoltura siamo leader continentali, con una produzione annuale di circa 30 mila tonnellate. Il comparto dell’avannotteria di spigole e orate è cresciuto molto, ma l’Italia assorbe solo il 10% della produzione (pari a 200 milioni di avannotti/anno). Se ci fossero più allevamenti, potremmo avere maggiore presenza di pesce italiano sulle tavole. Sul fronte pesca, invece, si è registrata una diminuzione della produzione, sia per la contrazione della flotta italiana, sia per difficoltà strutturali e aumento di costi che incidono fortemente sul comparto.
Per invertire la tendenza, la necessità di intervenire su più fronti. Le proposte condivise dai rappresentanti di pesca e acquacoltura sono di garantire maggiori informazioni al consumatore con la trasparenza dell’origine del prodotto nel canale Ho.Re.Ca, dove viene consumato circa il 60% del pesce. Parallelamente, a fronte di una richiesta che si è rivelata crescente, occorre aumentare il numero di concessioni a mare per l’allevamento di pesce in Italia. La spietata concorrenza dall’estero rischia altrimenti di soffocare tutti gli investimenti realizzati finora in un settore che è emblema della cucina italiana nel mondo.

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In copertina, panoramica su una valle da pesca in Friuli Venezia Giulia.

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