di Giuseppe Longo

Giornata di importanti ricordi oggi a Udine. In particolare quelli dedicati a una storica birreria che non c’è più, la Dormisch, mentre ora al suo posto c’è il il polo della conoscenza, con la nuova sede dell’Istituto Malignani. Ricordi che affiorano da un bellissimo libro di Susanna Cardinali, figlia dello storico direttore Ivo, che ha scritto “L’ultima bottiglia di birra – Ricordi e curiosità degli ultimi tre decenni della birra Dormisch di Udine”. Il volume sarà presentato alle 11, a Spazio Villalta, la innovativa struttura che sorge al posto della fabbrica che produceva la spumeggiante bevanda e che ha contribuito a scrivere la storia del capoluogo friulano. Eventuali offerte saranno devolute all’Associazione Alzheimer di Udine della quale è presidente da alcuni anni proprio Susanna Cardinali.

Foto ricordo con il fondatore nel 1928.

«Un sentitissimo omaggio – osservo nella prefazione al libro – alla fabbrica di piazzale Cavedalis costruita a fianco del canale Ledra. Un affettuoso, preciso e documentato “ritratto” della storica azienda udinese. Con un rammarico, però, dell’autrice: “Avrei voluto, con il senno di poi – scrive, infatti, nell’introduzione – vivere anch’io le sensazioni e le emozioni (prima belle, poi più spiacevoli) che hanno segnato la vita di chi ha lavorato alla Dormisch e di chi addirittura ha legato la sua nascita e la sua adolescenza ad un cortile che non esiste più, di chi ha pianto quando la sua casa è stata demolita, di chi ha  assistito con angoscia all’incendio del 1999 – quel giorno,rimastomi impresso nella memoria, rientravo al giornale dalle colline del Sandanielese quando ho visto salire la enorme colonna di fumo nerastro da quest’angolo della città, ndr -, ma soprattutto di chi, ancora oggi, ricorda l’atmosfera familiare, ma non per questo meno produttiva, che si respirava tra le caldaie, l’imbottigliamento, le cassette e che continuava nelle cene, nelle gare di pesca o nelle partite di calcio. Avrei, insomma, voluto fare ancora più parte della famiglia che ha abitato i locali che oggi sono la casa degli studenti dell’Its fino alla fine, fino all’ultima bottiglia di bottiglia di birra”. Quella che ha, appunto, dato il titolo all’intera, efficace rievocazione. Facendo leva sui ricordi personali, ma non solo, nonché attingendo da fonti storiche certe, l’autrice ci accompagna, infatti, in un viaggio avvincente di quella che è stata l’importante birreria udinese, dall’inizio – con l’arrivo in città, nel 1891, del carinziano Franz Dormisch, che trasferì a Udine una piccola fabbrica di Resiutta – alla sua ascesa, al passaggio alla Peroni, all’inserimento del padre Ivo Cardinali come direttore, alla vita all’interno dell’azienda nella bellissima palazzina Liberty fortunatamente sopravvissuta, alla triste fase discendente fino alla chiusura definitiva sulla quale il mega-incendio di 27 anni fa è stato una sorta di “pietra tombale”. E proprio con l’era Peroni è cominciata anche la storia della famiglia di Susanna. Con il padre Ivo assunto dapprima dalla fabbrica nella sede romana e trasferito poi a Udine nel 1961. Laureato in giurisprudenza, “mio padre – osserva oggi la figlia – non era un chimico e non conosceva i meccanismi di produzione della birra, ma arrivò ad amarla al punto di diventare con gli anni anche un esperto». E lo stabilimento friulano, tra gli otto della Birra Peroni, costituiva «un gioiello prezioso nell’ambito della società stessa”».

Susanna Cardinali

«Tralasciando la storia vera e propria dell’azienda, per la quale, come è ovvio, ogni lettore potrà attingere direttamente dal libro, e concludendo queste brevi note, sottolineo invece – annoto ancora nella mia prefazione – l’aspetto familiare che ci racconta Susanna Cardinali che, assieme alla mamma, arrivò nel 1962, quando ancora frequentava le elementari. Scrive infatti: “Ritengo doveroso parlare della splendida casa che ospitò la mia famiglia per quasi trent’anni, sia perché si tratta di un vero gioiello architettonico, sia perché vi abbiamo trascorso gli anni più belli della nostra vita”. Era ed è ancora Villa Dormisch, costruita nel 1928 su disegno dell’architetto Ettore Gilberti e che Susanna ci fa “visitare” piano per piano, stanza per stanza, concludendo: “Infine, c’era un seminterrato, a cui si accedeva anche dall’esterno (dal lato fabbrica) dove erano state ricavate due chicche: una tavernetta con tanto di caminetto e la cantina con circa mille bottiglie tra vini e champagne, orgoglio di mio padre che, approdando in Friuli, all’amore per la birra aveva aggiunto anche quello per il vino e il cibo friulano. Più tardi, fu tra i fondatori del Ducato dei Vini friulani e in seguito fece pare dell’Accademia italiana della Cucina, di cui per qualche anno fu il Delegato. Un posto a parte merita l’episodio della nascita, proprio nella nostra taverna, alla fine del 1970, della sezione udinese dell’Ais (Associazione Italiana Sommeliers) alla presenza del fiduciario regionale Teo Pizzolini (il gestore della “Speziarie pai sans”) e di cui mio padre divenne socio onorario”. Gli anni, insomma, anche dell’amicizia con Isi Benini e del suo invito a Ivo Cardinali a scrivere sulla sua bellissima rivista che da poco aveva cominciato ad andare in edicola. Quello stesso Ivo Cardinali che io leggevo da ragazzo e che mi ha aiutato ad appassionarmi alle produzioni d’eccellenza del nostro Friuli. Come i vini e, appunto, la birra. A cominciare proprio dalla Dormisch che per oltre un secolo ha segnato la storia di Udine. E che oggi non c’è più: al posto della fabbrica di birra c’è quella della conoscenza, la “Corte di Porta Villalta”, grazie all’importante progetto del Gruppo Danieli per i giovani con al centro una nuova, prestigiosa sede per il Malignani. Tutto bello, anzi di più, e che ha ridato vita a “quello scheletro bianco che metteva tanta tristezza”, annota Susanna Cardinali, che però nel contempo rileva: “L’unico cruccio è che forse di quella fabbrica e di coloro che ci hanno lavorato e vissuto (dal direttore all’ultimo degli operai) non resti ricordo”. Una lacuna colmata proprio da questo libro, pieno di affetto e di considerazione per una grande pagina di storia di casa nostra». Un magnifico dono, insomma, a Udine e al Friuli!

—^—

In copertina, lo storico complesso industriale di Porta Villalta con la bellissima palazzina Liberty.

, , , , , , ,
Similar Posts
Latest Posts from Vigneto.FriuliVG.com

Lascia un commento