di Giuseppe Longo

Era diventato famoso ben oltre i confini della sua Cividale, perché a Capodanno sfornava la “gubana più grande del mondo”. E la città longobarda ne serberà un bellissimo e grato ricordo. A 79 anni, è infatti calata la sera anche sulla laboriosa giornata di Berto Blasutig, titolare dello storico Forno Cattarossi, a due passi del mitico Ponte del Diavolo, che conduceva con la sua inseparabile Pia.
Resteranno, dunque, nella storia di Cividale quelle gubane da Guinness dei primati che la sera del primo giorno dell’anno venivano adagiate sul mega-tagliere approntato sotto il loggiato comunale, per essere ammirate e degustate da una vera e propria folla durante la serata divenuta ormai tradizionale, organizzata dallo storico Caffè San Marco – chiuso da oltre un anno mezzo, in attesa di ristrutturazione e restauro – e dagli allora gestori Andrea e Marco Cecchini. Locale che si era fatto promotore anche dell’affermato “Gubana Day – Premio Bepi Tosolini” che, a febbraio, dava vita a un’appassionante “disfida” con dolci tipici di altre regioni e pure provenienti dall’estero. Un simpaticissimo evento che aveva l’obiettivo di rilanciare e valorizzare il pregiato prodotto di Cividale e delle Valli del Natisone.
E nell’ultima occasione – nel Capodanno 2020, perché dopo ci sono stati lo scoppio della pandemia e pure la chiusura del San Marco – il bravissimo Berto e i suoi collaboratori si erano addirittura superati, proponendo al pubblico di golosi la gubana più grande di sempre: ben 103 chili! Letteralmente “spazzolata” nello spazio di pochi minuti. Agli esordi dell’iniziativa festaiola, il pasticcere cividalese era partito da “appena” 34 chili e poi, di record in record – praticamente ogni Capodanno veniva “bruciato” il primato precedente -, era arrivato all’ultimo, formidabile peso. Nel 2019, invece, l’immenso dolce aveva superato di due chili il quintale, stracciando i 98 dell’edizione precedente.
La sera del 1° gennaio 2020 si era rinnovata, dunque, per l’ultima volta questa ormai consolidata e graditissima proposta della gubana extra-large. E aveva offerto anche l’occasione per annunciare quale sarebbe stato l’avversario dell’ormai imminente “tenzone” che si sarebbe rinnovata per il dodicesimo anno consecutivo: la Pastiera napoletana. Le precedenti contese, sempre un successo, erano avvenute con la Putizza goriziana (2009), il Presniz triestino (2010), il Kartner Reindling (2011), l’Oreshaza istriana (2012), lo Strudel sappadino (2013), il Tiramisù carnico (2014), la Sacher Torte viennese (2015), il Panforte di Siena (2016), il Frustingo di Ascoli (2017), la Pinsa di Vittorio Veneto (2018) e il Pane di San Siro di Pavia (2019).
E ora purtroppo, complici Coronavirus e appunto la prolungata chiusura del San Marco – anche se si parla di ormai imminenti lavori -, è calato il sipario sulla “gubana più grande del mondo” e sul “Gubana Day”.  Sarebbe bello che i futuri gestori del locale vegliato da Giulio Cesare riprendessero queste affermate iniziative, diventate tradizione e preziose opportunità per contribuire a valorizzare l’inimitabile dolce di Cividale e delle Valli del Natisone. Anche nel ricordo di Berto Blasutig.

—^—

In copertina, Berto Blasutig con la moglie Pia al taglio della gubana gigante del 2019 e qui sopra all’ultima festa, quella del Capodanno 2020.

(Photolife di Gianni Strizzolo)

 

Hits: 512

, , , , , , , , , , , ,
Similar Posts