«La nuova architettura della Politica agricola comune (Pac) di fatto limita pesantemente la capacità decisionale delle Regioni, le quali si trovano a dover adottare su scala locale quanto già deciso ai livelli superiori rendendo di fatto difficoltosa l’applicazione di alcune misure. A ciò si aggiunge la complessa gestione finanziaria delle risorse dovuta alla possibilità di utilizzarle in un arco temporale ridotto rispetto al passato». Su questi argomenti si è soffermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo ai lavori della II Commissione. L’assise è stata convocata per approvare il documento denominato “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Politica agricola comune (Pac) 2023-2027″.
Nel delineare la nuova architettura del programma, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto alcune problematiche strettamente operative che di fatto rischiano di mettere in difficoltà i beneficiari. «La nuova Pac – ha detto Zannier – è innanzitutto nata da un difficile confronto europeo conclusosi con anni di ritardo rispetto alla sua tempistica ordinaria. Inoltre, è il frutto di un compromesso che dà origine a qualcosa che è profondamente diverso sia negli obiettivi che nelle modalità di attuazione rispetto alla programmazione precedente. Se, infatti, fino ad oggi il sistema aveva una forte vocazione regionale, adesso invece la cornice unica è quella costituita dal piano strategico nazionale; questo diverso modo di operare ha creato grosse difficoltà dovendo mettere a sistema le necessità delle Regioni ognuna con proprie specificità in un quadro definito dallo Stato nel rispetto dei vincoli posti dall’Europa” Ciò comporta la limitata capacità di decisione delle regioni sull’utilizzo dei fondi. Il piano strategico nazionale – ha evidenziato Zannier – prevede una serie di interventi predeterminati che poi possono essere solo scelti dalle Regioni e non definiti assieme a loro. Ciò che c’è scritto all’interno dell’intervento è già predeterminato a livello statale e non può essere quindi in alcun modo negoziato, portando in alcuni casi a non poterlo applicare nella realtà locale pur essendo di per se interessante guardando solo il titolo della misura».
Ultimo aspetto messo in evidenza dall’assessore nel suo intervento è stato quello riguardante la riduzione temporale della Pac, che passa dal naturale settennato al nuovo quinquennio. «Anche questa innovazione – ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg – crea non pochi problemi sulla gestione finanziaria delle risorse. Alcune misure, in particolar modo quelle strutturali, nascono con un budget spalmato su 5 annualità con volumi di risorse disponibili inferiori rispetto a quelle previste sul settennato, pur essendo queste le azioni più richieste in assoluto. Ciò comporta di conseguenza un numero inferiore di beneficiari che potranno accedere ai vantaggi della programmazione».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Fvg Stefano Zannier.

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