Il Ramandolo Docg a Torlano – Pasquetta, giornata conclusiva oggi per la sagra di Torlano, peraltro quella che maggiormente appartiene alla storia. Torlano, infatti, mantiene in vita una tradizione ormai secolare, in quanto la festa del Lunedì di Pasqua, quella della semplice merenda sui prati che tornano a rinverdirsi riempiendosi di fiori, nacque negli anni Venti del secolo scorso. Oltre a tante buone cose proposte dai chioschi, è annunciata la degustazione del dolce Ramandolo, il primo vino che nel Friuli Venezia Giulia è stato tutelato dalla denominazione di origine controllata e garantita, il massimo riconoscimento a difesa della qualità assegnato a una piccola area, “cru” per dirla con i francesi, situata ai piedi del monte Bernadia a cavallo dei territori di Nimis e Tarcento. Il marchio Docg nel 2021 ha compiuto vent’anni.

Marano, Picnic nella Riserva – Il Comune di Marano Lagunare ha organizzato un originale Picnic in Riserva, per oggi giorno di Pasquetta. Il programma è semplice, ma attraente e inizia alle 10.30 con la visita guidata della Riserva naturale Valle Canal Novo. Per il picnic, che seguirà alle 11, gli organizzatori hanno pensato a tutto, predisponendo due piacevoli menù tipici delle scampagnate pasquali: il primo con frittata e salsiccia di porro, asparagi al vapore e uova sode, sarde in saor, focaccia ripiena di San Daniele; il secondo (vegetariano) con frittata di erbe di campo, asparagi al vapore e uova sode, focaccia con Montasio e carciofi, torta salata con ricotta e pomodori secchi. Ci sarà pure la degustazione dei vini Ghenda, piccola realtà vitivinicola a conduzione familiare, confinante con l’Oasi naturalistica, che produce una serie di “Vini di Laguna profumati come la brezza che li avvolge… sapidi come l’acqua che li circonda”. Non mancherà, nel pomeriggio, l’incontro culturale con l’associazione Archeotipi.

Riecco i vini e spumanti di Casarsa – Tra pochi giorni al via a Casarsa della Delizia la 74ma edizione della Sagra del Vino, in programma dal 22 aprile al 2 maggio. Sarà l’edizione della ripartenza dopo l’emergenza sanitaria con un programma che avrà per protagonista, ovviamente, il vino eccellenza del territorio, ma non solo. Si partirà venerdì prossimo, alle 18, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich con l’inaugurazione ufficiale e la premiazione dell’ottava edizione di “Filari di Bolle”, Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, alla quale hanno partecipato oltre 80 vini. Come da tradizione, organizzazione della Sagra del Vino a opera della Pro Loco Casarsa della Delizia APS, Città di Casarsa della Delizia e La Delizia Viticoltori Friulani.

Venerdì il via ad Asparagus – Dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, in altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco, il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.

Rotazioni e crisi ucraina – Il Ministero delle Politiche agricole, a seguito della richiesta presentata da Coldiretti, ha emanato una circolare relativa ai criteri nazionali in materia di rotazioni colturali a seguito della crisi ucraina. La richiesta nasce dall’esigenza di favorire la semina delle colture per le quali la guerra ha causato una carenza che rischia di trasformarsi, nei prossimi mesi, in una emergenza nazionale. L’obiettivo è quindi quello di sostenere la produzione nazionale biologica, nel rispetto delle regole europee specifiche per lo specifico settore. L’allarme per la scarsa disponibilità di mangime biologico è stato lanciato da Coldiretti Bio, associazione delle imprese biologiche e biodinamiche, che ha registrato un aumento generalizzato dei prezzi pari mediamente al 20-30% fino a picchi di oltre il 50%. Le materie prime proteiche da agricoltura biologica scarseggiano con conseguente riduzione del loro impiego nelle percentuali della quota di composizione della razione alimentare giornaliera, con rischio di abbassamento della qualità del prodotto. Pertanto, il Ministero ha accolto la richiesta presentata e ha stabilito che per la sola corrente campagna agraria sono da considerarsi conformi quelle rotazioni colturali che prevedono la semina di mais e girasole senza che siano rispettati i due cicli di colture principali di specie differenti, fatto salvo il pieno rispetto della normativa europea in materia di agricoltura biologica. Per quanto riguarda gli organismi di controllo, sono tenuti alla valutazione della conformità alla normativa europea della rotazione colturale adottata dall’azienda agricola biologica alla luce del piano di gestione agronomica e della fertilità adottato dalle aziende agricole biologiche.

Impennata dei prezzi alimentari – Con la guerra ed i rincari energetici in Ucraina le quotazioni delle materie prime alimentari a livello mondiale balzano del 12,6% in un solo mese facendo registrare l’incremento più elevato mai registrato prima da quanto sono iniziate le rilevazioni nel 1990. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nell’evidenziare che nel mese di guerra a marzo si è impennato al valore di 159,3 punti l’indice dei prezzi Fao che comprende un paniere di cinque prodotti agricoli di base. A tirare la volata sono i prezzi internazionali di oli vegetali, cereali e carne che hanno fatto registrare il massimo di sempre ma in forte aumento sono anche zucchero e lattiero caseari. Nel dettaglio a marzo gli oli vegetali aumentano del 23,2%, i cereali del 17,1%, lo zucchero del 6,7%, la carne del 4,8% e i lattiero-caseari del 2,6% rispetto al mese di febbraio, sotto la spinta dei pesanti rincari dei costi di produzione favoriti dai prezzi dell’energia. Una situazione che nei Paesi più ricchi provoca inflazione, mancanza di alcuni prodotti e aumenta l’area dell’indigenza alimentare ma anche gravi carestie nei Paesi meno sviluppati come negli anni delle drammatiche rivolte del pane che hanno coinvolto molti Paesi a partire dal nord Africa come Tunisia, Algeria ed Egitto che peraltro è il maggior importatore mondiale di grano e dipende soprattutto da Russia e Ucraina. Ma in difficoltà anche Paesi come il Congo che importa da Mosca il 55% del suo grano e da Kiev un altro 15%.

Cresce l’export di prosciutti e speck – Crescono le esportazioni di prosciutti crudi, speck (+17,6%) e cotti (+23,9%), mentre crollano le vendite all’estero di carcasse e mezzene (-52%). In calo le spedizioni di cosce fresche e congelate (-19,2%). Nel 2021 rispetto al 2020 il totale delle cosce esportate ha segnato un incremento del 15,1%. Sono i dati che emergono dall’Osservatorio dell’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) relativo agli scambi commerc