di Roberto Zottar

Abbiamo già visto, la scorsa settimana, il complesso e intrigante percorso del dolce da baklava, a strudel, a rétes, a strucolo che migra da una tradizione culturale ad un’altra assumendo diverse configurazioni formali e lessicali e seguendo trafile a volte inattese. Giunto da noi si è diciamo acclimatato, ha assunto parte degli ingredienti locali… e ora è un prodotto che definiamo tradizionale: la tradizione infatti è una innovazione riuscita!
Usando un termine di moda possiamo dire che è un dolce glocal, cioè il risultato di una globalizzazione e localizzazione!
Oltre alla pasta tirada, l’impasto può essere di pasta lievitata o frolla o perfino di pasta di patate.

Come l’impasto, anche il ripieno ha molte varianti: dalle semplici mele ed uvetta, alla ricotta, al formaggio, alla panna normale o acida, alle noci, nocciole, ai semi di papavero, cioccolato, o stagionalmente pere, ciliege o vìsciole, albicocche, prugne, uva fragola, fichi. Nelle zone rurali o di montagna più povere sono documentati ripieni a base di carrube, pere secche, castagne, e addirittura patate. In vecchi ricettari ho trovato traccia di strucoli di spinaci in versione dolce con l’aggiunta di pinoli, uva sultanina, cedrini e cannella.
Per dare un’idea della possibili varianti dello strucolo per impasto, ripieno e metodo di cottura, tralasciando ovviamente le versioni salate, sono state censite ben cinquantasei varietà di strucolo presenti nelle valli e pianure attorno a Gorizia.

Una variante curiosa presente nel Collio, a Gorizia e sul Carso è lo strudel bollito, i cosiddetti strucoli in straza, o kuhanj strucklji o strucui cusinaz tal tavajul.
Gli strucoli in straza sono strudel fatti con un impasto di pasta dolce lievitata o pasta sfoglia semplice, che dopo essere arrotolati vengono rinchiusi in un canovaccio (straza o tavajul) e bolliti in acqua salata. Si servono tagliati a fette cosparsi di burro fuso, cannella e pangrattato.

Procedimento:
Per realizzare 4 o 5 strucoli fate un impasto, come se fosse pane, con 1 kg di farina, 1/2 litro di latte, 50 gr di lievito di birra fresco, 50 gr di zucchero, 50 gr di burro sciolto, 3 tuorli più un uovo intero, un pizzico di sale, vaniglia. Fate lievitare. Per il ripieno sbollentate con un litro di latte un kg di noci tritate, aggiungete 600 gr di uvetta rinvenuta nel rum, 300 gr zucchero, 200 gr di burro, 4 pugni di pinoli tritati grossolanamente, 6 cucchiai di pan grattato e per ultimo aggiungete 4 albumi montati a neve. Stendete con il matterello l’impasto abbastanza sottile, spalmate il ripieno e arrotolate il tutto. Avvolgete lo strudel in uno strofinaccio pulito legando con spago e fate lievitare. Immergete in acqua bollente salata per 15-20’ senza far toccare il fondo della pentola.

Vino:
Come per lo “Strucolo de pomi”, consigliamo un Verduzzo dei Colli orientali. Ma per chi preferisce, va benissimo anche una Ribolla gialla spumante.
Buon appetito !

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In copertina ecco lo “strucolo in straza” e qui sopra quello con “noci”.

 

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