di Giuseppe Longo

E’ calato a Udine il sipario su un “Friuli Doc” singolare – da ricordare, come scrivevamo ieri -, perché del tutto lontano da quanto eravamo abituati a vedere nei venticinque anni che hanno preceduto questa edizione contrassegnata, purtroppo, dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. E che proprio per il rispetto delle stringenti norme anti-contagio ha dovuto rinunciare ai grandi numeri, privilegiando però la qualità. E questo è senza dubbio un aspetto positivo, da non sottovalutare anche per il futuro della manifestazione.

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Il bel tempo, anzi quasi un ritorno dell’estate, ha accompagnato tutti i giorni di questa 26ma edizione della rassegna enogastronomica. E, al meteo favorevole si aggiunge – come sottolineano, a consuntivo, gli organizzatori – il buon andamento delle presenze (alle piazze, ai borghi, alla Loggia del Lionello, al Castello…), nonostante la necessità di osservare precise regole anti-assembramento, che fa vedere un sorriso di soddisfazione sui volti degli operatori intervenuti e su quelli dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Fontanini, con Maurizio Franz assessore ai Grandi eventi, che ha fortemente voluto la ormai tradizionale manifestazione settembrina, intravvedendo in essa un importante segnale di ripartenza e di positività. Protagoniste di “Friuli Doc” sono state come sempre le eccellenze del territorio, ma non solo. I quattro giorni sono stati animati anche da tante presentazioni, incontri, dibattiti e concerti.
La manifestazione, cominciata giovedì e conclusasi appunto ieri, è stata lo specchio di una città ospitale e accogliente, ma attenta ai regolamenti e alle doverose misure di sicurezza sanitaria e di distanziamento interpersonale. Le parole d’ordine dell’evento sono state dunque tutte rispettate: sicurezza delle relazioni; qualità dell’offerta gastronomica, agroalimentare e artigianale; eleganza del servizio. E, probabilmente, dopo attenta riflessione, questi accorgimenti – che stavolta sono stati richiesti da severe norme di legge – serviranno a tracciare la strada per un’edizione di “Friuli Doc 2021”, speriamo fuori dalla pandemia, con nuovi schemi e proposte. Evidentemente quest’anno la manifestazione si è rivelata troppo penalizzante per molti visitatori tanto che vi hanno rinunciato, scoraggiati dalle tante norme da rispettare, ma anche le folle disordinate, caotiche, degli anni passati non andavano bene e si traducevano in un boomerang nella efficacia della promozione della qualità dei prodotti Made in Friuli. E’ chiaro che le indicazioni emerse da “Friuli Doc 2020” dovranno aiutare a trovare una via mediana per il rilancio della rassegna sotto il profilo qualitativo, facendo così risaltare l’eccellenza della nostra terra soprattutto in fatto di vini e di agroalimentare. Sarà un po’ come tornare alle origini, quando la manifestazione era molto più piccola degli ultimi anni e la qualità ne segnava la rotta. Quindi, tempo di bilanci, certamente, ma anche di riflessioni sul “Friuli Doc” che verrà e che andrebbero estese, ci permettiamo di aggiungere, pure alla goriziana “Gusti di Frontiera”, quest’anno  opportunamente accantonata. Chissà che, fra tanti disastri, dal Covid-19 non sia venuto anche un insegnamento positivo? Speriamo di sì, perché non sono i grandi numeri che fanno grandi gli eventi, bensì la loro qualità.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini emblematiche di Friuli Doc.

(Foto Luca Simon Mattioli)

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