di Gi Elle

Poche ore ormai ed ecco la notte di Natale, famosa per il suo “cenone” – anche se il pranzo di domani certamente non demerita – che fa il paio con quello che seguirà a Capodanno. Feste in cui la buona tavola, ma anche abbondante (troppo, il più delle volte!), è protagonista. In queste occasioni però sono di scena anche gli sprechi: ciò che è opportuno evitare, per una serie di ragioni, il più possibile.
Come utile premessa a quanto stiamo per dirvi, va rilevato che i risultati del recente vertice di Madrid – come ci hanno riferito le cronache – sono stati deludenti, ma che nel frattempo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre ha ufficialmente introdotto la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, International Day of Awareness for Food losses and waste.«Dal 2020, insieme al 5 febbraio, Giornata Italiana di Prevenzione dello spreco alimentare, il 29 settembre entrerà nell’Agenda sostenibile annuale della campagna Spreco Zero», annuncia il fondatore Andrea Segrè, che anticipa: «il 2020 porterà molte novità, come il progetto Spreco Zero 2030 di sensibilizzazione sugli Obiettivi che le Nazioni Unite hanno fissato per lo sviluppo sostenibile del pianeta».
Sarà uno “spin off” della storica campagna Spreco Zero per puntare al cuore degli obiettivi di sostenibilità che sono alla portata di tutti, ogni giorno. Nelle nostre case sprechiamo ogni anno cibo per un valore di 12 miliardi di euro, ovvero 700,7 grammi che ci costano 3,75 euro ogni settimana (dati Diari di Famiglia / Oss. Waste Watcher), ma la buona notizia è che la svolta siamo noi: un cambiamento culturale può aiutarci a invertire la direzione e a dimezzare lo spreco pro capite entro il 2030, come fissato negli obiettivi delle Nazioni Unite. Solo in Italia lo smaltimento dei rifiuti impropri (sprechi) produce 9,5 milioni di tonnellate di CO2 (anidride carbonica) e impoverisce 7.920 ettari di terreno, consuma inoltre 105 milioni di metri cubi d’acqua. Ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2, in un anno se ne generano quindi oltre 8 milioni. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15% (Libro Nero degli Sprechi)».  Ecco dunque, nel conto alla rovescia verso Natale 2019 e il Nuovo Anno, 5 regole must #sprecozero consigliate dal fondatore di Last Minute Market, il già citato dottor Segrè. Cinque semplici precauzioni perché festeggiare in casa non faccia rima con sprecare, un agile ripasso da rinnovare prima dei cenoni.

Check-in

Fai la lista della spesa passando in rassegna frigorifero e dispensa basandoti sul numero dei commensali. Ricorda che in cucina il detto “quanto basta” funziona sempre.

Chek-out

Evita le sirene del marketing: le offerte 3×2 e il sottocosto non servono se ti metti in viaggio per le feste. Se proprio non riesci a resistere acquista solo alimenti che puoi conservare.

Weight & Waste Watchers: ovvero, pesa e osserva

Pesa gli alimenti e soppesa i tuoi invitati prima di cucinare quantità che si adattano meglio a una caserma. L’eccesso a tavola fa male alla salute e all’ambiente se poi finisce nella spazzatura.

The Day After: il giorno dopo

Recupera tutto ciò che rimane di pranzi & cene della festa e crea un super pasto del giorno dopo da condividere con gli amici. Ciò che avanza congelalo, mangiandolo qualche mese dopo ti ricorderai con piacere delle feste.

#Zerowaste: #sprecozero

Differenzia nei bidoni e nei sacchi dedicati della spazzatura tutto ciò che resta a tavola e sotto l’albero, dal cibo agli imballaggi. Dagli una seconda chance: gli alimenti nell’umido per il compost delle piante, il packaging per un nuovo ciclo. La vita continua!

“Il metodo Spreco Zero” (Rizzoli Bur) dell’agroeconomista Andrea Segrè, triestino, professore ordinario di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna, riunisce le regole per la gestione ottimale del cibo, dal suo acquisto al modo in cui lo custodiremo fra il frigo e la dispensa, al suo smaltimento. Nella distribuzione, che pure adotta da tempo comportamenti virtuosi e pratiche di recupero del cibo a ridosso di scadenza, la stima nazionale è di 220 mila tonnellate di cibo sprecato ogni anno, 2,89 kg/pro-capite, ovvero 18,7 kg di cibo sprecati ogni anno per metro quadro di superficie di vendita, soprattutto frutta e verdura, pane e prodotti da forno, latticini (progetto Reduce 2018). E nelle scuole? L’indagine Reduce sulla refezione scolastica ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente, e di 27 grammi di cibo intatto, abbandonato nelle mense per ogni pasto.

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In copertina, il professor Andrea Segrè con il suo libro dedicato tutto al “metodo spreco zero”.

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