di Giuseppe Longo

C’erano una volta i “uessuz di Nimis”, gli storici biscotti friabili, ideali per essere abbinati al dolce Ramandolo. Ma da quando è chiuso il forno di Luigi Grassi che li produceva con orgoglio, essendo derivati da una ricetta dei monaci che avevano in cura l’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio – tant’è che la famiglia ha tuttora il soprannome di “Frare”, cioè frati -, anche su questi tradizionali e famosi dolci è purtroppo calato il sipario. Ma ecco la novità, fresca fresca di questi giorni: «Abbiamo creato il “Biscotto San Gervasio”, una nostra ricetta esclusiva per accompagnare il Ramandolo Docg», hanno annunciato con soddisfazione sui social dalla dirimpettaia Antica Osteria San Gervasio. Evidentemente i suoi gestori, Paolo Ciani e Renato Mini, avevano avvertito la mancanza di un biscotto adatto per accompagnare il tipico vino di Nimis, “dolce non dolce” data la elevata presenza di tannini, per cui hanno pensato bene di individuare una formula adatta per questo abbinamento. Ed ecco, allora, il “Biscotto San Gervasio”, prodotto dallo stesso locale e che debutta proprio in queste feste pasquali. Una bella iniziativa che sarà sicuramente bene accolta dai buongustai che frequentano l’osteria sulla collinetta dominata dalla millenaria Chiesa matrice.

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In copertina, ecco come si presentano i biscotti creati dall’Antica Osteria San Gervasio per essere abbinati al Ramandolo.

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