di Gi Elle

Si chiude con un bilancio più che positivo l’era di Renzo Livoni, per due mandati alla guida dell’Associazione Allevatori Friuli Venezia Giulia. “In tre anni – ha detto infatti il presidente uscente – abbiamo messo a segno partite importanti, dagli investimenti sul laboratorio al salvataggio del macello di Cordenons, passando per il record di presenze in Malga Montasio”. Inoltre, per quanto riguarda l’attività a favore delle stalle associate, nell’anno passato si sono fatti più di 250 mila controlli su 35 mila bovine.
Ieri mattina, l’assemblea dei soci ha così dato il via libera al bilancio consuntivo 2019 e ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione, che risulta ridotto in quanto i suoi componenti passano da 17 a 13. Sono Franco Baselli, Moreno Caron, Riccardo Castellani, Matteo Delle Vedove, Gabriele Giacchetto, Agostino Listuzzi, Omar Maruccelli, Lino Mazzolini, Nicolò Bambara, Maurizio Sain, Matteo Stefanutti, David Allegro (nominato dalla Regione), oltre allo stesso Renzo Livoni. Sarà ora compito del consiglio, nella sua prima seduta, eleggere il nuovo presidente chiamato a raccogliere appunto l’eredità dei due mandati di Livoni, caratterizzati da diverse, rilevanti iniziative, che lui stesso ha voluto ricordare in assemblea (riunita sia in presenza che da remoto).

Renzo Livoni e Andrea Lugo.

Macello di Cordenons. «L’associazione ha svolto un importante ruolo di mediazione con il Comune e il gestore della struttura Franco Gattel che si è conclusa – ha ricordato Livoni – con la partnership tra la ditta Gattel e la nostra associazione per il salvataggio della struttura che rischiava di chiudere. Un epilogo che non potevamo permetterci: il macello di Cordenons risulta infatti strategico per molti allevatori non solo della provincia di Pordenone, ma anche per molti altri del territorio regionale orfani di strutture come Uanetto e Larice». Risolto il caso Cordenons, resta il tema delle macellazioni d’urgenza, servizio che ante abolizione delle province era gestito dall’ente intermedio di Pordenone con ottimi risultati. «Soppressa la Provincia nulla è più stato realizzato, ma l’obiettivo per noi resta estendere quella positiva esperienza a livello regionale» ha aggiunto Livoni, prima di spostare l’obiettivo su un altro fronte che ormai da anni impegna l’Aafvg.

Malga Montasio. Sulla carta, la stagione si annunciava tutta in salita e invece l’estate in malga è stata un successo. A dispetto delle previsioni, il Covid non ha fermato i turisti che ordinatamente hanno preso d’assalto la struttura gestita dall’Aafvg. «Il 2020 – ha fatto sapere ancora il presidente – si è chiuso addirittura con un aumento di fatturato rispetto all’anno precedente, che già era stato archiviato come un’annata eccezionale». Nel corso del 2019 l’associazione è subentrata nella gestione del rifugio Divisione Julia a Sella Nevea andando così ad aggiungere 49 posti letto ai soli 10 della malga, quasi sempre sold out. In un locale della stessa struttura gli allevatori hanno poi realizzato un magazzino per lo stoccaggio delle forme di Montasio a fine stagione – ben 440 contro le 294 dell’anno precedente – annoso problema che ha trovato finalmente soluzione. Unica nota dolente: «La necessità di intervenire sul minicaseificio della malga che necessità investimenti per 300mila euro, per i quali – ha proseguito il presidente – sarà importante il sostegno della Regione».

Bovine al pascolo.

I numeri. Nel 2019 l’Aafvg ha controllato 35.056 vacche per un totale 2,2 milioni di quintali di latte prodotto riferito a 442 aziende in controllo con una media di capi pari a 88,2 (media costantemente in crescita). Sempre l’anno scorso i campioni prelevati e analizzati dal laboratorio dell’associazione sono stati complessivamente 258.860, un numero imponente che quest’anno è in flessione per via dello stop di due mesi imposto ai controlli durante il lockdown. Anche il laboratorio nel corso dell’ultimo triennio è stato oggetto di investimenti importanti, in nuova strumentazione, per circa 400mila euro di spesa, sostenuta grazie al contributo della Regione Fvg.

Centro di fecondazione. Da Moruzzo l’associazione commercia seme equino e bovino ben oltre i confini nazionali grazie al canale aperto con la Turchia qualche anno fa e recentemente con l’accordo stretto con la società Horizon Genetic che si occupa di esportazione del seme negli Usa e in Cina: si stima che a regime potranno essere prodotte 300mila dosi di seme bovino di pezzata rossa per questi mercati, facendo fare al centro un nuovo, importante passo avanti sul fronte della redditività.

Ringraziamenti. In coda alla sua relazione, il presidente ha rivolto un «plauso al direttore Andrea Lugo e a tutti i componenti del consiglio, che nuovamente ringrazio – ha detto – per il supporto ricevuto durante questo mandato e per i tanti risultati positivi. Mi auguro che il nuovo consiglio possa amministrare con altrettanta oculatezza la nostra associazione».

Malga Montasio sulle Alpi Giulie.

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In copertina, una stalla friulana seguita dall’Associazione Allevatori.

 

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