di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma che bella giornata, viene spontaneo dire stamattina ricordando il titolo di un divertente film di Checco Zalone di alcuni anni fa. Proprio l’ideale per vivere appieno la seconda giornata di Cantine Aperte a San Martino”, in questo scampolo d’estate che purtroppo durerà poco, essendo prevista abbondante pioggia già da martedì. Giusto il tempo per celebrare un po’ ovunque, nella ricorrenza della festa del Vescovo di Tours, le tradizionali Giornate del Ringraziamento, tra le quali emerge quella classica di domani mattina a Dolegna del Collio con la consegna dei famosi Premi di Coldiretti e Comune.
E bella, appena smesso di piovere, è stata anche la giornata di ieri e soprattutto il pomeriggio, proprio per consentire un positivo avvio della festa autunnale dedicata all’enoturismo, all’interno della quale ha vissuto una edizione tutta da incorniciare la bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo” che aveva segnato il tutto esaurito – sold out si usa dire oggi, visto che siamo sempre più anglofoni – fin dalla serata di venerdì. Quindi, di successo in successo, anno dopo anno. Bene avevano fatto, anzi benissimo, gli organizzatori nel 2018 a reintrodurre la festa del Ramandolo Docg dopo una parentesi di oblìo. La giornata nelle cantine di Nimis è, infatti, così amata dagli enoappassionati che la premiano con presenze che aumentano a ogni edizione.

Le bottiglie di Ramandolo Docg.

Una festa curata in ogni dettaglio per offrire il meglio ai visitatori, sia in fatto di vini – ma anche di grappe, come la storica di Ramandolo” della distilleria Giacomo Ceschia, la più antica del Friuli, premiata nelle scorse settimane anche dalla famosa Guida Bibenda” della Fondazione italiana sommelier – che di eccellenze gastronomiche soprattutto del Friuli collinare e della Carnia, come formaggi e salumi ma anche dolci della tradizione. Il tutto coronato dal Caffè Illy e, mentre stava calando la sera, dalla festa finale, con tanto di Banda (di Fagagna), alla cantina I Comelli” di via Valle, punto logistico dell’intera manifestazione. E dove sono rientrati – accolti da beneauguranti Alberi di Natale fatti di grappoli appassiti di Verduzzo giallo, quelli che appunto danno l’Oro di Ramandolo – gli enoturisti che avevano partecipato ai vari tour organizzati in altre sei aziende del territorio: Andrea Comelli, Dario Coos, La Roncaia, Osteria di Ramandolo, country-house Ramandolo Club e ritrovo agrituristico Là di Cjapen. Diciotto i produttori protagonisti che ricordiamo, accanto a quelli già citati: Alessandro Coos, Anna Berra di Monai Ivan, Bressani Giuseppe, Claucigh Andrea, Cussigh Maria, Cussigh Pietro, Dri Giovanni – Il Roncat, Dri Mario, Filippon di Comelli Lorenzo, Micossi di Revelant Walter, Monai Gildo, Vigneti Pittaro, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio. Ai quali si sono aggiunti produttori, come in una sorta di “gemellaggio”, del Refosco di Faedis e dello Schioppettino di Prepotto, due prestigiose sottozone dei Colli orientali del Friuli che, quindi, hanno fatto festa con il Ramandolo, la cui denominazione di origine controllata e garantita (dimostrata con tanto di fascetta sul collo di ogni bottiglia) è la prima ad essere ottenuta nel Vigneto Fvg.

Tra grappe e formaggi. E non solo.

E mentre i vignaioli di Nimis – la fortunata manifestazione era stata organizzata dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank – tirano le somme della loro festa, in Friuli Venezia Giulia si vive, come dicevamo, la seconda e ultima giornata di Cantine Aperte a San Martino”, proposta ogni anno a metà autunno dal Movimento regionale turismo del vino. Come ricordavamo ieri su questo stesso sito che abbiamo dedicato alla vite e al vino della nostra regione, sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che anche oggi aprono le loro porte ai “wine lovers”. I quali potranno, dunque, approfittare proprio di questa bellissima giornata che ancora una volta ci regala la tradizionale “estate di San Martino”.

La Banda di Fagagna.

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In copertina, ecco il beneaugurante Albero di Natale fatto tutto con grappoli appassiti di Verduzzo giallo.

 

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