(g.l.) «Il nome, Ilija, era dolce come il suo sorriso. Come la sua parlata, che raccontava le tante contaminazioni culturali che aveva sapientemente “mantecato” in cucina: moderna, ma ben radicata nel territorio; allegra e colorata, ma concreta e semplice»: così Walter Filiputti, presidente di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ricorda Ilija Pejic, lo chef con il sorriso, prematuramente scomparso durante un’escursione su quelle montagne che tanto amava. Croato e giramondo, con esperienze nelle cucine di grandi chef in giro per il pianeta, da Joan Roche all’amico italiano Chicco Cerea, aveva scelto di fermarsi a Tarvisio dove, nel suo bel ristorante affacciato sul campo da golf della suggestiva piana del Priesnig, aveva l’orgoglio di portare sapori ed echi del Mediterraneo nel cuore delle Alpi. Uomo e chef straordinario, era uno dei pilastri di Fvg Via dei Sapori, i cui associati tutti lo ricordano con grande commozione e indicibile dolore. L’ultima occasione che l’aveva visto lavorare insieme era stata quella del debutto in autunno della “Nuova Cucina”, l’originale iniziativa ideata dal sodalizio per la ripartenza post-pandemica, poi bruscamente interrotta proprio per la ripresa dell’emergenza sanitaria che ha nuovamente bloccato, come tuttora, l’attività di ristorazione.


«Ricordo ancora quando mi fece entrare per la prima volta nel suo regno, “ibridato” da millanta suggestioni, tra cui quelle di viaggio», continua Filiputti che aggiunge: «Vedi Walter, mi disse, io amo la natura, giocare a golf, camminare, sciare, scalare, ed è da lì che traggo l’ispirazione per i miei piatti. Rivivo quanto ho visto, annusato, assaggiato e il disegno del piatto si materializza nella mente. Torno in cucina e gli do vita».
«Ilija – racconta ancora Walter Filiputti – entrò a far parte del nostro sodalizio il 15 aprile del 2015, ma sembrava fosse stato con noi da sempre. Interpretò con estrema facilità il nostro spirito di vivere e condividere il lavoro e quasi subito fu chiamato a far parte del Cda, dove il suo apporto si fece sentire forte, sia per le tante idee sia per la sua capacità di leggere il futuro. Fu ispiratore di un viaggio studio in Perù, che la pandemia bloccò. Con lui era divertimento intellettuale e gustativo discutere sui piatti che un vino chiedeva e che gli “cuciva” addosso come un abito sartoriale. Nelle nostre spedizioni culinarie all’estero il suo banco era sempre affollato, tanta era la capacità – da raffinato poliglotta – di intrattenere gli ospiti mentre preparava la pietanza. Caro, nostro Ilija – conclude Filiputti, a nome di tutti gli amici di Fvg Via dei sapori -, sarà assai dura senza di te! La tua squisita gentilezza è entrata dentro i nostri cuori e la conserveremo per sempre. Ti ricorderemo con lo stesso affetto che tu ci hai sempre regalato!».

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In copertina, Ilija Pejic lo scorso autunno in occasione dell’iniziativa La Nuova Cucina; all’interno, nel suo bel ristorante al Golf Club di Tarvisio.

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