Prove tecniche di democrazia diretta. Vediamo che succede quando un comune cittadino scrive ad alcuni ministri della Repubblica per fornire suggerimenti ispirati ad esperienze personali e professionali e avanzare proposte frutto di osservazioni attente della realtà sociale.
Il noto imprenditore vitivinicolo cividalese Paolo Rodaro ha deciso di intraprendere questa strada senza farsi troppe illusioni, ma con tutte le più buone intenzioni civiche. Sono 4 i ministeri destinatari delle sue garbate missive. Il primo è quello delle Politiche agricole a cui propone di abolire le norme relative al diritto di prelazione in agricoltura (art. 8 L. 590/65 e art. 7 L. 817/71) motivando tale istanza con l’anacromismo di tale istituto in quanto limitativo della libera circolazione dei fondi, senza contare le tante cause legali tra confinanti che ne scaturiscono ogni anno. Un’altra proposta ispirata alla sua esperienza professionale Rodaro la inoltra al ministro dell’innovazione tecnologica volta ad implementare il processo di digitalizzazione nelle amministrazioni comunali. L’imprenditore agricolo cita il caso della richiesta di un certificato di destinazione urbanistica che normalmente viene evasa dall’Ufficio tecnico coinvolto fino a 30 giorni di tempo. Tale attestato non è altro che la trascrizione di regole già fissate dal piano regolatore comunale e non richiede alcun processo interpretativo per cui – secondo il mittente – «l’informatizzazione del piano regolatore permetterebbe di ottenere il certificato in tempo reale».
Le altre due lettere sono indirizzate, sempre per posta certificata, rispettivamente al ministro dell’Interno e al ministro dell’Istruzione. Al Viminale Rodaro propone di contenere il numero delle forze dell’ordine e la relativa spesa pubblIca riducendo da due ad un solo agente le pattuglie destinate al controllo del territorio come in altri Paesi europei, pur dotandolo di telecamera e microfono per evitare abusi di potere e controllarne l’operato. Infine, al ministro dell’Istruzione l’imprenditore cividalese propone l’inserimento dell’insegnamento della materia “economia domestica” nelle scuole medie inferiori e superiori per educare i giovani alla corretta gestione finanziaria personale e familiare quale base per una consapevole capacità gestionale ed eventualmente manageriale.
Paolo Rodaro sostiene di aver intrapreso questa iniziativa «senza alcun intento polemico o ideologico, ma con spirito costruttivo nel quadro di un proficuo rapporto tra cittadini e governanti che sta alla base di una democrazia matura».

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In copertina, Paolo Rodaro, vitivinicoltore di Spessa, brinda al suo compleanno.

 

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