(g.l.) Tarcento si candida a diventare anche la “Perla del Gusto”. E lo fa partendo da “Salvadigus”, affermato circuito enogastronomico dedicato alla tradizione della selvaggina e ormai ai nastri di partenza – il via è infatti fissato il prossimo 5 novembre – dopo i lunghi disagi causati dalla pandemia che si spera possa diventare quanto prima soltanto un purtroppo triste ricordo. Ancora oggi la cittadina in riva al Torre è nota come “Perla del Friuli”: un appellativo che risale a un secolo fa, quando Tarcento – allora collegata con Udine dal famoso “tram bianco” – diventò, nel periodo tra le due guerre mondiali, una vera e propria località turistica, a pochi chilometri dalla città, come testimoniano gli eleganti edifici Liberty costruiti da famiglie facoltose lungo il limpido torrente che scende dai Musi e la splendida villa Moretti sulle colline di Coia, illuminate all’Epifania dai bagliori del “Pignarûl Grant”. E a quel titolo, mai messo in discussione, oggi Tarcento ne vuole appunto aggiungere un altro: quello di “Perla del Gusto”. Lo chiedono i ristoratori, i quali, dopo un anno di pesantissimo “stop” legato all’emergenza sanitaria, annunciano una nuova edizione di “Salvadigus”. Una edizione importante, perché è la quindicesima (e tre lustri testimoniano la forte tradizione gastronomica del territorio tarcentino) ed è anche la prima in questa che tutti ci auguriamo sia ormai la post-pandemia, gravissimo fenomeno planetario che ha messo a dura prova anche il comparto della ristorazione, ma che ora, grazie alla tenacia e all’intraprendenza dei suoi operatori, sta testimoniando una notevole resilienza. Con grande voglia di ripartire e tornare a crescere.

Il saluto di Zanin e Costantini.


Il calendario ed i menu di “Salvadigus” (sottotitolo: “Caccia al gusto nelle Prealpi Giulie”) sono stati presentati nel corso di un incontro avvenuto nelle sale del ristorante Costantini, a Collalto, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, del riconfermato sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del critico enogastronomico Bepi Pucciarelli. Presenti, ovviamente, anche i titolari dei locali nei quali farà tappa Salvadigus 2021: Luca Braidot dell’Osteria di Villafredda, Fabiana Capovilla (Osteria Tinat), Pio Costantini (dell’omonimo albergo ristorante) e Paolo De Monte (Il Ristorantino dell’Albergo Centrale).
“Salvadigus” – hanno spiegato i ristoratori – si propone come una vera e propria esperienza itinerante nel gusto, definita “percorso di caccia”. Ogni locale presenterà piatti di selvaggina diversi ed esclusivi per soddisfare ed appagare i gusti degli appassionati: a base di cinghiale, cervo, camoscio, fagiano, pernice e germano reale. Il tour prevede una serata “di gala” per ciascuno dei quattro venerdì di novembre. Si inizia, come detto, il 5 all’Osteria di Villafredda, a seguire il 12 sarà la volta di Costantini, il 19 toccherà al Ristorantino. Concluderà la rassegna – venerdì 26 novembre – l’Osteria Tinat, nel contermine Comune di Nimis, ma non chiuderà “Salvadigus 2021” perché, fino alla fine dell’anno, tutti i quattro locali manterranno nel menu alcuni piatti originali, scelti fra quelli ideati per la rassegna.
«La tradizione della caccia che fa parte dell’identità del popolo friulano, i piatti di selvaggina, sempre più rari nella frettolosa cucina di oggi, ma anche un bell’esempio di collaborazione tra imprenditori che si occupano del gusto», ha osservato il presidente Zanin, intervenendo a coronamento della presentazione della rassegna gastronomica, definita unica nel suo genere in Italia, con i quattro ristoranti che proporranno menu basati appunto sulla selvaggina, spesso cucinata – come ha fatto notare Pio Costantini, padrone di casa – in modo da garantire più leggerezza rispetto al passato. «Complimenti a chi porta avanti una tradizione importante, quella della cacciagione e dei piatti che ne derivano – ha detto ancora Zanin -, perché si tratta di un valore legato alla nostra terra e alla nostra identità. In ogni famiglia del Friuli c’è sempre stato un cacciatore e io posso dire a voce alta che il cacciatore responsabile è un presidio per l’ambiente, in quanto garantisce equilibrio e sostenibilità delle specie. Anni fa – ha osservato il titolare di Palazzo Oberdan – la caccia era presa di mira e purtroppo se ne sono viste le conseguenze, con il proliferare dei caprioli, dei cinghiali a spasso nelle città e degli orsi che in Trentino cominciano a far paura alla gente». Zanin ha poi messo in rilievo l’importanza dell’iniziativa privata: «Questa rassegna nasce da una scommessa degli imprenditori, senza l’ombrello dei contributi pubblici. Ed è altrettanto degno di nota il fatto che altre realtà private, in questo caso la distilleria Ceschia e i produttori vinicoli di Oro di Ramandolo, diano il loro supporto all’iniziativa».
La manifestazione enoastronomica beneficia del patrocinio del Comune di Tarcento ed ha appunto come sponsor due eccellenze del territorio: il Ramandolo Docg, prodotto nell’area riconosciuta tra Nimis e Tarcento, e la distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli. Per la partecipazione alle serate è indispensabile la prenotazione, oltre all’ovvia osservanza delle norme anti-Covid.

I ristoratori con Zanin e il sindaco.

I RISTORANTI
DI SALVADIGUS

Ristorante Osteria VILLAFREDDA – via Liruti, 7 Loneriacco di Tarcento Tel. 0432.79215
Ristorante  COSTANTINI – via Pontebbana – Collalto di Tarcento Tel. 0432.792372-792004
Albergo CENTRALE-IL RISTORANTINO – via Garibaldi, 1 Tarcento Tel. 0432.785150
Osteria TINAT– via Cloz, 40, Borgo Cloz, Nimis Tel. 0432.1848238

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In copertina, il logo della rassegna enogastronomica del Tarcentino giunta alla quindicesima edizione.

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