di Gi Elle

Si scrive Oleis, si pronuncia olio. Sì, perché la piccola frazione di Manzano con la sovrastante collina di Rosazzo è sempre stata vocata alla produzione di olio d’oliva, per cui ecco spiegata l’origine del toponimo. Un “oro giallo” di alta qualità, tanto che il Comune capoluogo del Triangolo della sedia da dieci anni esatti fa parte del club delle Città dell’olio che quest’anno ha indetto il primo Concorso nazionale turismo dell’olio, iniziativa alla quale partecipa anche l’associazione Arc Oleis & Dintorni, assieme a un’altra realtà produttiva del Friuli Venezia Giulia, sita a San Dorligo della Valle sul Carso triestino. “Una grande opportunità – sottolinea il sindaco di Manzano, Piero Furlani – per dare visibilità al nostro territorio comunale e regionale, oltre a dare valore alla nostra offerta turistica legata al mondo dell’olio d’oliva, sempre più in forte espansione”.

Infatti, dopo la pesantissima battuta d’arresto della maxi-gelata del 1929, che aveva deluso i produttori che per decenni hanno avuto timore di riprendere questa meravigliosa coltivazione – che crea un’armonia perfetta con quella della vite -, in questi ultimi anni, anche perché favorita da un clima più mite di un tempo, l’impianto di uliveti, anche di notevoli dimensioni, è ripresa in grande stile e sta dando ottimi risultati, sebbene qualche problema non manchi (ma quale coltura ne è esente?). Il primo cittadino di Manzano invita pertanto a sostenere la partecipazione di Olio & Dintorni – che da parecchi anni ormai si distingue per la organizzazione di una bella e importante rassegna a carattere regionale – al concorso, esprimendo entro domani 6 dicembre un voto a favore del progetto, accedendo al link: https://www.turismodellolio.com/partecip…/olio-e-dintorni/

“Le esperienze a tema olio sono oggi attrattive per i turisti, che sono oggi sempre più eclettici, quindi alla ricerca di un’ampia e varia gamma di proposte legate alle produzioni locali – afferma Roberta Garibaldi, cui è stata affidata la direzione scientifica dell’iniziativa -. Il 69% dei turisti italiani dichiara di voler visitare un frantoio in uno dei prossimi viaggi, un dato che sta ad indicare l’esistenza di un grande potenziale di crescita per il comparto. Fondamentale sarà costruire proposte ampie, segmentate e che sappiano stimolare la curiosità e la partecipazione attiva del visitatore. Il turista è curioso della visita al frantoio, ma apprezza anche attività negli uliveti, così come una carta dell’olio ed una degustazione tematica di un ristorante, le nuove oleoteche, oltre ai luoghi che richiamano il nostro passato, come i frantoi ipogei, i musei dell’olio o le dimore storiche con le orciaie. Ma anche una spa o un albergo tematico. Abbiamo quindi progettato il concorso suddiviso in diverse categorie per valorizzare tutte le migliori esperienze e best practice turistiche legate all’olio e stimolare lo sviluppo del settore”.

 

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